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TURISMO

Villa Belvedere


La prima edificazione risale al 1553 su commissione di una famiglia  nobile veneziana. Dopo continue modificazioni il complesso raggiunge l'attuale configurazione per le opere di ristrutturazione avvenute nell'800. La riedificazione della barchessa, abbattuta perché adibita a lazzaretto nel 1831, venne realizzata sul progetto e la supervisione dell'architetto Lazzari secondo evidenti necessità di gusto neoclassico. Oggi la Barchessa è adibita a teatro.
Lo squarcio più suggestivo del giardino e probabilmente di tutto il complesso è costituito dalla collinetta artificiale che si staglia sul laghetto dal quale sorge
il Castelletto detto "La Torretta del Belvedere realizzato dall'architetto Jappelli nel 1850 secondo lo stile romantico. Il gusto dell'epoca prevedeva la realizzazione di giardini in grado di provocare nell'avventore sensazioni di antico mistero; ad esso infatti è attribuibile la costruzione della torretta sulle false rovine di un ipotetico castello medioevale e le grotte completamente artificiali nelle quali si nasconde un intricato labirinto che si estende per circa 250 m. e dal quale sembra partissero delle lunghe gallerie, oggi ostruite, che collegavano la villa ai  castelletti della zona: da Noale a Stigliano, a Castelliviero, a Salzano.


Fig., 3 Panoramica del Parco di Villa Belvedere

Villa XXV Aprile

Fig. 4 Ingresso principale di Villa xxv Aprile ora Biblioteca Comunale


Realizzata nel 1564 dal nobile veneziano Lorenzo Giustinian come residenza rurale per la sovrintendenza degli uffici contadini, nel tempo la villa subisce continue trasformazioni delle quali la più invasiva è la relativamente recente rimozione della barchessa gemella, simmetrica alla villa e parallela all'attuale (il catasto austro-italiano ne dimostra la presenza fino al 1841).
Il parco all'inglese che si estende per circa 3.5 ettari è ricco di alberi secolari (sequoie, magnolie, cipressi e cedri) ed è attraversato da passaggi che si inoltrano nel boschetto e costeggiano ampio prato. Non è raro durante le passeggiate imbattersi nelle numerose statue ottocentesche che raffigurano garzoni e contadinelle fino a raggiungere i due busti sottostanti l'entrata principale della villa che si pensa riproducano due proprietari della villa, con buona approssimazione li si riconduce ai Morosini di Venezia.

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