Itinerari Storico-Artistici

TURISMO

d'oltralpe e formatosi alla scuola dei Tintoretto. L'altare venne eretto nel 1578 e probabilmente il dipinto fu eseguito nello stesso anno.  Nel terzo altare è collocata la perla della Chiesa di Mirano, la magnifica pala di Sant'Antonio raffigurante Il Miracolo del piede amputato, ricongiunto e risanato dal Taumaturgo; importante opera di Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 - Madrid 1770) dipinta prima dei 1754, nel periodo più felice della sua arte (e probabilmente nella villetta acquistata a Zianigo), prima della sua partenza per la Spagna. La tela con la Crocifissione e le anime sante dei purgatorio imploranti è da attribuirsi a Giovanni Battista Cromer (1667-1750), pittore padovano, ma educato alla scuola bolognese.  Più scadente di fattura, è la tela con San Giuseppe che presenta Gesù Bambino e tre Santi, opera del tardo Settecento posta nel primo altare a sinistra; autore ne è probabilmente il vicentino Nicolò Scabari (1735-1802), operoso anche nel padovano. La paia posta sull'altare della Madonna con La Madonna col Bambino e Santi Domenicani è un'opera di un allievo dei Demin, datata 1848. Del seicento è la piccola tela con San Francesco.

Il Campanile

Il campanile è un tipico esempio di costruzione settecentesca dalle forme sobriamente barocche, elegante ed armonioso si inizia su una base a bugnato di pietra d'Istria, mettendo in vista la piacevole struttura in mattoni. Sopra il portare reca la data di costruzione, 1737.


LA CHIESA ARCIPRETALE DI ZIANIGO
dedicata alla Natività di Maria

La costruzione, in origine della fine dei Quattrocento (come la vecchia canonica demolita di recente, che recava tracce dell'originale decorazione sulle travature lignee e di un affresco interno con la raffigurazione della Madonna), fu trasformata completamente nel settecento e decorata con affreschi di Giandomenico Tiepolo riquadrati da stucchi nel 1799. Nel 1893 l'edificio venne ampliato sulla fronte, spostando di parecchi metri la facciata, e rinnovato internamente, nella nave e nel transetto, con più pesanti riquadrature a stucco. In quell'occasione presero il volo, con molta probabilità, alcuni affreschi di Giandomenico, che decoravano, quasi sicuramente, il presbiterio ai lati dell'altare maggiore (il governo ha bloccato la vendita per la Francia, nel 1910, dei dipinti della villa e si è lasciato sfuggire evidentemente quelli della chiesa); ora fra gli stucchi settecenteschi si trovano due copie ad olio su compensato di un dipinto del Correggio e del Rubens.  Sul soffitto della nave, Giandomenico ha dipinto nel 1799 un grande affresco rappresentante
La natività di Maria, ricco di tutta una simbologia che rievoca la grandezza e la missione della Madonna ai fini dei riscatto dell'umanità dal peccato.  Purtroppo, con la demolizione della vecchia facciata, l'affresco subì non pochi danni; alcune parti crollarono a terra e furono rifatte dal trevigiano Carlo Linzi, durante i restauri da lui condotti per ancorare il pericolante soffitto nel 1905. La parte andata perduta è quella centrale, comprendente il Padre Eterno, qualche angioletto e cherubino. Attorno al 1930 l'affresco del soffitto venne allungato di parecchi metri, per equilibrarlo alla nuova dimensione della chiesa, svisando la figurazione con forti interventi di ridipintura condotti con abbondanza anche sulle parti originali. Nello stesso periodo venne ricostruita la facciata e una cappella. In questi ultimi anni, a causa delle vibrazioni provocate dal passaggio di mezzi sull'asfalto che circonda su due lati la Chiesa, il soffitto dimostrava segni evidenti di una precaria stabilità; per salvarlo, la Soprintendenza alle Gallerie per il Veneto decise un pronto intervento per un ancoraggio delle parti che minacciavano di cadere.  Fu così che usufruendo di un contributo stabilito per un lavoro limitato, il restauratore, allo scopo di salvare un'importante opera pittorica, si assunse l'onere di uno stacco completo e quindi dei recupero definitivo dell'opera.  Nel 1968, con un delicato intervento, la parte originale dell'affresco dei soffitto venne così liberata dalle dipinture grossolane, staccata, trasportata su tela, reintegrata pittoricamente e ricollocata in sito tesa su di un telaio ligneo. Ora è finalmente possibile gustare il bel soffitto di Giandomenico, una delle ultime fatiche dei pittore, nella forma originaria, recuperato al massimo nei suoi valori cromatici e libero dall'arbitrario ampliamento che ne falsava la bellezza compositiva. All'interno della Chiesa sono conservate altre importanti pitture; sopra la porta laterale di destra è collocata una tela con La Madonna in trono e Santi opera dei 1518 di Giovanni Mansueti (Venezia 1470-1527 ca.); sopra l'ingresso di sinistra trova sistemazione, invece una bellissima Pala ad olio di Giandomenico Tiepolo raffigurante Sant'Antonio da Padova, Gesù Bambino e altri Santi, stupendo dipinto dal colore pregno di luce e ricco di delicatezze formali. 

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