Itinerari Storico-Artistici

TURISMO

Si tratta di un'opera dipinta nella villetta di Zianigo nel 1778, circa vent'anni prima di eseguire la faticosa impresa dei soffitto.  Nella sacrestia è sistemata una piccola paia con La Madonna ed il Bambino che appare a Sant'Antonio, probabilmente opera della giovinezza di Giandomenico (data però per tradizione al padre G. Battista), meno bella della precedente, ma egualmente interessante per un soffuso modulare delle ombre in una composizione raccolta e bene equilibrata. Di scuola veneta della fine dei Settecento, o primissimi anni dell'Ottocento, è la serie della Via Crucis; opera assai piacevole e di buona fattura, attribuita al Querena, al quale è data pure la pala cori la Madonna dell'altare maggiore. Gli altri dipinti presenti sono lavori recenti (eseguiti dopo l'ultima guerra) del pittore Borsato di Treviso; mentre il mosaico è opera di Padoan da Venezia, morto alcuni anni or sono.
Il Campanile
La una torre medioevale a canna quadrata, che serviva anticamente anche quale posto di osservazione militare e faceva parte di un complesso castellano più vasto demolito nel secolo XV.
Sotto gli archetti pensili, sono ancora visibili degli stemmi trecenteschi di nobili capitani.


LA CHIESA PARROCCHIALE DI BALLÒ
dedicata a San Bartolomeo

La chiesa di Ballò, deve la sua origine al secolo XVIII, In questi ultimi tempi, però, ha subito tale trasformazione da perdere ogni fisionomia settecentesca.  Nel suo interno si conservano ancora gli altari dei Settecento; mentre le statue devozionali sono opere in gesso, per lo più recenti. La decorazione musiva della lunetta esterna, dei battistero e delle cappelle di San Giuseppe e della Madonna è stata eseguita in questi ultimi anni (1967-1971), nella parete a sinistra dei battistero sta scritto il nome dell'autore: Angelo Gatto da Castelfranco. Di Giuseppe Gatto, fratello dei precedente, è il bassorilievo in bronzo con
Il Battesimo di Cristo, collocato dietro il fonte battesimale, ed il Crocifisso appoggiato esternamente alla chiesa; mentre il coprifonte, in rame con simboli biblici, è opera di Silvio Pivato da Sarcedo (1968). Il campanile, nonostante la parvenza settecentesca, è una costruzione di circa settant'anni fa, ripresa evidentemente da un vecchio modello; alcuni particolari e le statue terminali chiaramente ci fanno risalire ai primi anni di questo secolo.


LA CHIESA PARROCCHIALE Di CAMPOCROCE
dedicata a Sant'Andrea

Sia la chiesa che il campanile sono edifici della seconda metà dell'Ottocento; in particolare la chiesa venne costruita dal 1897 al 1898. Di forma semplice e modesta, questo sacro edificio è stato dignitosamente decorato al suo interno. Il soffitto reca un affresco del 1906, raffigurante
La Gloria di Sant'Andrea, opera dei buon pittore veneto Noè Bordignon (Castelfranco 1841 - San Zenone degli Ezzelini 1920), allievo, come il noalese Lancerotto, dell'Accademia di Venezia. Sul retro della parete d'ingresso, in tre riquadri, nel 1952 il pittore trevigiano Giovanni Barbisan, uno dei maggiori incisori contemporanei, dipinse ad affresco L'Assunzione di Maria, al centro e sulla destra la proclamazione del dogma da parte di Pio XII, mentre nel riquadro sinistro, raffigurò una processione paesana, ritraendo gente dei posto ed il Vescovo di Treviso.  Dietro l'altare maggiore si conserva una pala dei primo Ottocento raffigurante La Sacra famiglia, attribuita ad un certo Giannandrea Rusteghello; ed ai lati due tele del seicento con La Madonna e San Giovanni. I cinque altari sei-settecenteschi sono appartenuti alla vecchia chiesa, abbattuta per far posto alla attuale; in particolare molto bello è l'altare maggiore con due sculture assai vicine ai modi di F. Rizzi (1729-1793).  Il San Francesco che si trova in sacrestia è una tela di scuola veronesiana del primo Seicento  Pure del Seicento è la casa canonica, costruzione modesta con un poggiolo in pietra sulla facciata.

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